Editoriale : Si è spenta nella sua casa romana #EvaFisher

330px-EvaFischer_1#EvaFisher

Eva Fischer nata a Daruvar il 19 novembre 1920  è morta il 7 luglio 2015 nella sua casa di Trastevere.

Un giorno posso dire di avere incrociato la sua luce. La emanava dai suoi  occhi. Posso dire così di averla osservata, raccolta e fiera nella poltrona della sua casa trasteverina. Attraverso le sue opere amava raccontare di periodi non troppo felici, arte liberata  dal piacere della conoscenza. Dopo la guerra visse  tempi felici e fece parte della storia di un’epoca di cui fu degna rappresentante,  grazie al suo estro talentuosissimo.

Ad Eva Fisher va il mio più sentito cordoglio.

G.P.

Scelse Roma come sua città d’adozione ed entrò immediatamente a far parte del gruppo di artisti di Via Margutta. Di quel periodo è la sua amicizia e consuetudine con Mafai e Guttuso, Tot, Campigli, Fazzini, Carlo Levi, Capogrossi, Corrado Alvaro e tanti di quella generazione di artisti che avevano maturato idee luminose entro il buio della dittatura.

Intensa anche l’amicizia con Giorgio De Chirico, Mirko, Sandro Penna, Giuseppe Ungaretti e Franco Ferrara allora già brillante direttore d’orchestra. Furono lunghe e notturne le passeggiate romane con Jacopo Recupero, Corrado Cagli, Avenali, Giuseppe Berto e Alfonso Gatto nonché Maurice Druon non ancora ministro della cultura francese che andava scrivendo le pagine de “Le grandi famiglie”.

La tematica dei “mercati romani” venne apprezzata da Salvador Dalí, mentre Ehrenburg scrisse sulle “umili e orgogliose biciclette”.

Incontrò Pablo Picasso a casa di Luchino Visconti. Picasso la esortò a progredire nella luce misteriosa delle “barche” e delle “architetture meridionali”.

Nelle sue frequentazioni  Parigine nel quartiere di Saint Germain des Près presso Zadkine  divenne amica e profonda ammiratrice di Marc Chagall e, nell’Atelier di Juana Mordò di Madrid , fu una delle promotrici del dibattito con i pittori spagnoli ancora in lotta contro il franchismo.

Trascorse negli anni sessanta un periodo londinese, dove espose nella Galleria Lefevre che aveva concesso l’ultima “personale” al pittore Franco Modigliani. La Galleria Lefevre ospitò i quadri di Eva per i “suoi colori mediterranei e l‘italianità” delle sue tele.

Il mondo della Fischer è fatto di brevi migrazioni ovunque il suo estro l’ha chiamata: da Israele ove dipinse mirabili tele di Gerusalemme ed Hebron (molto note sono le vetrate del Museo israelitico di Roma), fino agli U.S.A. dove conta numerosi collezionisti ed estimatori, fra i quali gli attori Humphrey Bogart (fu la moglie Lauren Bacall a donargli la prima opera) e Henry Fonda.

Negli anni ’80, la Comunità Europea la nominò “Artista Europeo”.

Nel 1990 espose presso il Museo dell’Olocausto “Yad Vashem” di Gerusalemme, di cui alcune opere costituiscono dal 1991 la “Fondazione Eva Fischer” a Kfar Saba (Israele).

Nel 1992 Ennio Morricone le dedicò un CD di 12 brani, intitolato A Eva Fischer Pittore.

Nel 2008 il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

[Fonte Wikipedia]

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...