Le interviste di Allinfo.it : Francesco Guasti #SG

Francesco Guasti_8487_ph. Federico Perticone#SG (@Raiuno) (@guastifrancesco)

Francesco Guasti è nella rosa dei 12 finalisti che il prossimo 27 novembre cercheranno di giocarsi il tutto per tutto, per accedere alla Finale della 66ma Edizione del Festival della Canzone Italiana.

Ad attenderlo al varco Carlo Conti , Piero Chiambretti, Rosita Celentano, Federico Russo, Carolina Di Domenico, Giovanni Allevi e Andrea Delogu, ovvero  i giurati della commissione di SANREMO GIOVANI, che lo hanno già spedito alla semifinale.

Francesco come ti senti? La domanda è d’obbligo. Come è d’obbligo chiederti, giocosamente, se hai più paura di perdere o di tornare a casa in mutande  se vinci?

Devo dirti che mi sento abbastanza sereno e sono pronto anche a tornare in mutande, come promesso nello spot di Rai1.

Possiamo dire che “Scintilla contro scintilla ” eccoti di nuovo a cercare di accendere il tuo sogno? Ti senti pronto?

Sono già tre anni che arrivo in fondo alla competizione in terra di Sanremo e rispetto agli anni precedenti, dal punto di vista musicale, mi sento più maturo. Certo mi è utile l’esperienza che ho messo da parte.

Visto che nella tua canzone scomodi il tuo alter ego è una occasione per lanciare dei confronti con te stesso?

Sì, questa canzone è un modo per guardarmi alle specchio, senza pregiudizi. Uno specchio neutro. E’ uno specchiarsi il mio per superare quel momento e capire cosa fare. Dove voglio andare. Se non siamo i primi a domandarci dove vogliamo arrivare nulla può avere inizio.  Siamo il vento del veliero; siamo la spada del guerriero che qualunque lotta intraprenda deve avere le armi giuste per farlo. Io personalmente sono caduto tante volte ma, alla fine, non mi sono mai tirato indietro. Ecco perché la storia che porto a Sanremo racconta un po’ la mia vita ma anche quella di tutte le persone che credono nei sogni e vogliono realizzarli.

Cosa ti spaventa e, di contro, cosa  ti appassiona di più del tuo progetto?

Non parlerei di spavento. Ti posso dire che la cosa che mi piace di più è che sto portando un brano che mi rappresenta poiché è  la risultante di un lavoro con persone che mi vogliono bene e credo che la cosa più importante sia poter condividere questo progetto con i miei musicisti, la mia famiglia. Se non avessi la possibilità di condividere queste esperienze questo momento non avrebbe dentro tutta questa gran bellezza che ha.

Da The Voice hai intrapreso un percorso formativo interiore. Hai lavorato anche sull’aspetto del successo?  Ti sei chiesto cosa ti aspetti veramente da questo tuo navigare dentro l’universo della musica?

No,  non mi sono mai posto questo problema. Faccio musica perché mi piace fare musica e l’idea di poterne vivere al di là della visibilità.  Io quando sono sul palco è come se mi sentissi a casa. Quindi il successo, secondo me, c’è  quando si fa un lavoro  che piace.

Ci sono dei momenti che ritieni essere stati fondamentali più di altri?

Tra di essi c’è  l’incontro con Piero Pelù. E’ stato formativo e mi ha “garbato” parecchio. Ai tempi del talent, ad ogni incontro con lui provavo sempre la voglia di ascoltare, di rubare e attingere dal suo talento. Sono stati fondamentali anche i momenti in cui ho suonato con i tanti musicisti che hanno collaborato con grandi artisti come Raf, Anna Oxa, Masini.   L’opportunità di poter stare accanto a persone con esperienze più grandi di me mi ha  permesso di ammortizzare ancora meglio tutte le porte in faccia che in 33 anni della mia vita penso di aver collezionato. Porte inizialmente  blindate e, ora, decisamente  meno pesanti anche se continuano ad essere tante.

Caratterialmente sei  più istintivo o riflessivo?

Un po’ e un po’. Come tutti i toscani sono più istintivo poi magari ci penso dopo se mi convinco di aver fatto una “bischerata”. Sui social cerco di far vedere come sono veramente. e di far trasparire verità.

Per quanto riguarda i Social tu che rapporto hai con i media?

Il web lo gestisto in prima persona. Ritengo  che sia, sì, importante   ma non  fondamentale. In alcune occasioni faccio anche delle dirette e mi diverto ad interagire con battute e scherzi, con le persone che hanno il piacere di seguirmi. Cerco quindi di utilizzarlo nei limiti. Quando hai persone che ti seguono da lontano ti dà una grande mano. Io comunque sono per la gestione diretta e senza deleghe dei rapporti con gli  altri, questo per evitare di perdere la genuinità.

C’è qualcosa  che ti sei imposto di non fare mai?

Di non abbattermi,  qualunque cosa succeda, anche se il risultato del 27 novembre non sarà favorevole. Già arrivare fin  qui è stato un risultato pazzesco. Dieci anni fa non me lo sarei mai immaginato di poter essere in diretta sui RaiUno.

Ti sei immaginato come sarà? Ci sono dei riti scaramantici che compi quando devi affrontare situazioni del genere?

Grandi riti scaramantici non ne ho. Anche se nei miei anelli e braccialetti un po’ di scaramanzia serpeggia. Ai tempi di  The Voice se le puntate precedenti erano andate bene, mi ricordavo esattamente come li avevo messi in fila e li mettevo di nuovo nella stessa posizione. Comunque, a parte questo,   ci credo e non ci credo a queste cose.
Riguardo la diretta di Rai1  l’ho anche sognata in queste notti insonni. Una volta ho sognato che non entravo e una volta si. Fifty Fifty.
Se dovessi entrare al festival  ho promesso di tingermi  la barba  di bianco.

Hai in programma date live?

Avevo un po’ di date prima del 27 ma per problemi logistici le ho bloccate. Comunque vada dopo venerdì farò una grande  festa a prescindere dal risultato.

Ti sei mai chiesto cos’altro avresti potuto fare se la musica non ti avesse rapito a tal punto?

Sicuramente avrei lavorato con gli animali. Li amo da sempre. E’ uno stile di vita in cui credo quello che mi permette di poter di aiutare chi ha bisogno.

Cosa vuoi che arrivi di te?

Spero di poter lanciare il messaggio che la musica nuova ancora resiste. Anche nel videoclip ho messo dentro  il messaggio che la musica è lavoro, passione. La musica è importante nei giorni della vita di ognuno di noi e può salvarci.

E…

Vorrei dire  ai giovani come me di continuare a lottare in questo mondo in cui tutto è veloce e dove si lascia credere che la vecchia gavetta per fare musica non sia necessaria. Quando ho fatto il talent ho capito quanto la tv potesse falsare e velocizzare certi passaggi che invece è bene non smettere mai di affrontare. Che poi piano piano i risultati arrivano.

di Giovanni Pirri

 

 

 

 

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