Il Vittoriale entra nell’Associazione Nazionale Case della Memoria

Giordano Bruno Guerri_Adriano Rigoli_Marco Capaccioli al Vittoriale _5 2016

«Tutto qui è dunque una forma della mia mente, un aspetto della mia anima, una prova del mio fervore». Con queste parole Gabriele d’Annunzio, nel 1923, si accingeva a donare al Paese il Vittoriale degli Italiani. Dallo scorso 15 febbraio il Vittoriale è ufficialmente la cinquantaquattresima casa museo e la prima della Lombardia che entra a far parte dell’Associazione Nazionale Case della Memoria unica, a livello nazionale, a mettere in rete le abitazioni di personaggi illustri. Ma parlare semplicemente di “casa” è a dir poco riduttivo: il Vittoriale è una sorta di città-museo, un complesso che raccoglie edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, meravigliosi giardini e corsi d’acqua.

D’Annunzio lo eresse tra il 1921 e il 1938, a Gardone Riviera (BS) sulle rive del lago di Garda, con l’aiuto dell’architetto Gian Carlo Maroni, a memoria della “vita inimitabile” del poeta-soldato e delle imprese degli italiani durante la Prima Guerra Mondiale. «Io ho quel che ho donato» è l’iscrizione che si legge all’ingresso: il 22 dicembre 1923, d’Annunzio firmò l’atto di donazione ufficiale del Vittoriale e di tutto ciò che vi era custodito, compresi i circa 33.000 volumi del poeta, alla nazione e al popolo italiano. Oggi, il Vittoriale è una fondazione aperta al pubblico e visitata ogni anno da oltre 210.000 persone, presieduta dal 2008 da Giordano Bruno Guerri.

«Ogni casa museo è un luogo unico, ma quella di Gabriele d’Annunzio assume un valore particolare – commenta Adriano Rigoli, presidente all’Associazione nazionale case della memoria – e le ragioni sono molteplici. In primis perché racchiude un patrimonio di immenso valore storico e culturale legato a uno dei nomi più illustri del mondo letterario del nostro Paese. Si tratta di una testimonianza della nostra identità culturale perfettamente conservata e valorizzata: obiettivo che con il nostro lavoro di tutela delle case museo ci impegniamo a portare avanti fin dalla nostra fondazione. In secondo luogo perché con il Vittoriale degli Italiani allarghiamo anche alla Lombardia la rete della nostra associazione, facendo così salire a dieci il numero delle regioni italiane coinvolte nel nostro progetto di promozione di questa forma museale».

«L’adesione del Vittoriale degli Italiani all’Associazione nazionale case della memoria – commenta il suo vicepresidente, Marco Capaccioli – conferma la vitalità di un movimento che esprime al meglio la caratteristica del nostro Paese: quella di un patrimonio culturale diffuso come l’aria. Le “case” rappresentano bene il mondo variegato del patrimonio culturale con l’iniziativa coraggiosa di privati, di istituzioni, di professionisti e di volontari. Per questo motivo la rete che l’Associazione è in grado di garantire si candida a interloquire con il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo, le regioni e gli enti locali, per partecipare all’attuazione della riforma Franceschini con la sua idea di un sistema museale nazionale che trova nell’Associazione non solo una porta aperta, ma disponibilità e risorse umane».

«Il Vittoriale è già stato promotore dell’associazione Le Vie dell’Arte, con il museo di Santa Giulia a Brescia e la Fondazione Ugo da Como a Lonato – aggiunge Giordano Bruno Guerri – e di recente ha costituito l’associazione GardaMusei, che raggruppa vari comuni e istituzioni culturali che si affacciano sul Garda. Siamo dunque convinti che costituire una rete aumenti la potenzialità dei singoli partecipanti, e per questo consideriamo importante partecipare all’Associazione Nazionale Case della Memoria: con opportune iniziative potremo aggiungere bellezza a bellezza, cultura a cultura, ricchezza a ricchezza. Il Vittoriale, la Casa Museo più visitata al mondo dopo quella di Shakespeare, è anche un’azienda che produce utili, e con la propria esperienza potrà contribuire alla crescita dell’associazione».

Il Vittoriale degli Italiani comprende la Prioria, la casa trasformata da d’Annunzio in casa museo a memoria di sé, il museo D’Annunzio eroe, pensato dal poeta per celebrare il proprio eroismo e le imprese del popolo italiano nella Grande Guerra, l’auditorium con una platea per duecento persone, utilizzato per convegni, manifestazioni e spettacoli, il museo D’Annunzio segreto, inaugurato nel 2010, che raccoglie quanto fino a ora era rimasto sconosciuto al grande pubblico perché chiuso negli armadi e nei cassetti della Prioria. La sommità del Vittoriale è occupata dal Mausoleo, monumento funebre realizzato dall’architetto Maroni dopo la morte di d’Annunzio.

E ancora il parco, che ospita il MAS 96, il Motoscafo Anti Sommergibile (per il quale d’Annunzio coniò il motto Memento Audere Semper) da lui utilizzato per la cosiddetta “Beffa di Buccari”, e la Nave Puglia, forse il cimelio più suggestivo, donata a d’Annunzio dalla Marina Militare nel 1923. Dalla Nave Puglia scorrono due fiumi, il rivo dell’acqua Pazza e il rivo dell’acqua Savia, che confluiscono nel Laghetto delle Danze (riaperto nel 2013) realizzato a forma di violino, in ricordo di Gasparo da Salò inventore dello strumento. Sul lago di Garda affaccia invece l’anfiteatro che contiene circa 1500 spettatori e nei mesi estivi ospita una prestigiosa stagione di spettacoli (www.anfiteatrodelvittoriale.it).

Associazione Nazionale Case della Memoria

L’Associazione Nazionale Case della Memoria mette in rete le abitazioni in cui hanno vissuto alcuni dei più importanti personaggi della cultura italiana: Dante Alighieri, Giotto, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio, Francesco Datini, Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli, Francesco Cavassa e Emanuele Tapparelli D’Azeglio, Agnolo Firenzuola, Pontormo, Benvenuto Cellini, Filippo Sassetti, Lorenzo Bartolini, Silvio Pellico, John Keats e Percy Bysshe Shelley, Francesco Guerrazzi, Giuseppe Verdi, Elizabeth Barrett e Robert Browning, Pellegrino Artusi, Corrado Arezzo de Spucches e Gaetan Combes de Lestrade, Giosuè Carducci, Sidney Sonnino, Giovanni Pascoli, Giacomo Puccini, Ferruccio Busoni, Maria Montessori, Enrico Caruso, Renato Serra, Giorgio de Chirico, Antonio Gramsci, Raffaele Bendandi, Piero Bargellini, Enzo Ferrari, Primo Conti, Leonetto Tintori, Indro Montanelli, Italo Zetti, Ivan Bruschi, Ilario Fioravanti, Goffredo Parise, Barbara Marini Clarelli e Francesco Santi, Loris Jacopo Bononi, Giorgio Morandi, Sigfrido Bartolini, Venturino Venturi, Luciano Pavarotti, Robert Hawthorn Kitson e Frank William Brangwyn, Elémire Zolla, Toti Scialoja e Gabriella Drudi, Gabriele D’Annunzio.

L’Associazione Nazionale Case della Memoria risulta essere oggi l’unica rete museale di case museo di personaggi illustri a livello nazionale e partecipa alla Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane di ICOM Italia. La rete è composta da 54 case museo in 10 regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sicilia e Sardegna) che hanno deciso di lavorare insieme a progetti comuni e per promuovere questa forma museale in maniera più incisiva anche in Italia.

Info: www.casedellamemoria.it

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